Nel primo articolo, abbiamo cominciato a parlare di opzioni descrivendo il motivo per cui è più conveniente tradare questi strumenti invece che il titolo vero e proprio. In questo articolo inizieremo invece a conoscere le loro caratteristiche.

Appurato che :

  • comprare una CALL equivale ad andare LONG sul sottostante.
  • vendere una CALL equivale ad andare SHORT sul sottostante.
  • comprare una PUT equivale ad andare SHORT sul sottostante.
  • vendere una PUT equivale ad andare LONG sul sottostante.

Passiamo ora a descrivere come si forma il prezzo di una opzione. Il prezzo è formato essenzialmente da tre componenti, il valore intrinseco, il decadimento dovuto al tempo (Time Decay) e la volatilità implicita :

  • VALORE INTRINSECO è riferito al valore del sottostante e varia con esso.
  • TIME DECAY è riferito al tempo che passa e più si avvicina la scadenza più questo valore diminuisce.
  • VOLATILITA’ IMPLICITA che è riferita alle aspettative che si hanno sul sottostante (notizie, earnings ecc.)

Nell’ultima parte di questo articolo andremo a delineare come catalogare le nostre opzioni in base al loro STRIKE PRICE :

  • se lo STRIKE PRICE è quasi coincidente con il prezzo del sottostante l’opzione è detta AT THE MONEY (ATM).
  • se lo STRIKE PRICE è vicino o uguale al prezzo del sottostante la consideriamo IN THE MONEY (ITM).
  • se lo STRIKE PRICE è lontano dal prezzo del sottostante la chiameremo OUT THE MONEY (OTM).

Nel prossimo articolo andremo a conoscere il pannello di controllo delle opzioni : LE GRECHE.

 

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